in bici a Maratea
Percorso fatto nel 2021. Tracce gpx e Google Heart nella pagina di presentazione: Ciclovia Tirrenica.
Lasciato il lungomare di Sapri iniziamo la salita verso Acquafredda e la costa di Maratea. Uno sguardo sul porto di Sapri e sul golfo
e poi inizia la costa di Maratea.
Al culmine della salita una galleria di 100 metri buia e stretta e poco dopo una piazzola di sosta da cui fotografare Acquafredda
che si incontra poco dopo.
La strada nel paese è talmente stretta che c’è il semaforo per il senso unico alternato.
Lo spazio tra montagne e mare è anch’esso stretto e la ferrovia è spesso in galleria.
Dopo Acquafredda e superata anche Cersuta troviamo un’altra galleria di 250 metri questa volta larga e illuminata. Dopo la galleria un ultimo sguardo all’indietro verso il golfo di Sapri
e siamo in vista di Maratea con il suo Cristo in cima alla montagna.
Lasciamo la statale 18 per avvicinarci al mare e fotografiamo dall’alto il porto di Maratea.
Dopo il porto una strada ci riporta sulla statale.
La strada si mantiene in quota
fino a Punta Caina e la sua torre.
Quando compare la spiaggia di Castrocucco
si comincia a scendere verso il mare. Fotografiamo in basso una specie di porto
e poi attraversiamo il ponte
sul fiume Noce
che divide la Basilicata dalla Calabria. Siamo a Tortora Marina e appena possibile raggiungiamo il mare. La passeggiata larghissima è vietata alle bici ma tutti la percorrono.
Superato un invisibile confine con Praia a Mare inizia una ciclabile.
La ciclabile, che poi diventa una passeggiata pedonale,
va avanti per 4 chilometri fino all’isola Dino.
Aggiriamo una punta con torre di avvistamento
e torniamo su uno sterrato tra mare e ferrovia.
Arriviamo in fondo alla spiaggia e si potrebbe proseguire con una ripidissima salita non panoramica. Preferiamo tornare indietro prendendo il primo sottopasso ferroviario portandoci così più dolcemente sulla provinciale. Bellissimo il panorama dall’alto verso Praia al mare.
Tentiamo di raggiungere San Nicola Arcella con la provinciale ma siamo bloccati da una frana per cui dobbiamo pedalare sulla statale 18 tirrenica. Usciamo dalla tirrenica dopo il ponte per fotografare la spiaggia di San Nicola Arcella.
Torniamo sulla statale nello stesso punto evitando una lunga e inutile discesa con risalita alla stessa quota. Superiamo il paese di San Nicola e siamo di nuovo a quota zero nella marina di Scalea. Il paese è privo di lungomare salvo un brevissimo tratto da cui fotografiamo il centro storico.
All’uscita di Scalea imbocchiamo una ciclabile che ci porta quasi fino al ponte sul fiume Lao. Due chilometri circa dopo il ponte di può tornare sul mare a Marina di Santa Maria al Cedro.
Dopo un tratto di sterrato sabbioso incontriamo un bel lungomare.
Si torna sulla statale per superare un fiumicciattolo e poi, con un complicato giro, prendiamo una passeggiata di nuova costruzione.
Al termine un po’ di sterrato e nuovamente la statale fino a Cirella. Qui usciamo verso il mare e pedaliamo prima su una pedonale alle spalle dei lidi
e poi su una strada secondaria fino a Diamante. Dal lungomare nord fotografiamo l’isola di Cirella
e poi entriamo in paese.
Sbuchiamo sul lungomare sud
e lo percorriamo fino alla fine.
Dopo una breve strada secondaria alle spalle dei lidi,
torniamo sulla provinciale e quindi sulla tirrenica che possiamo lasciare solo in prossimità di Belvedere marittimo. Pedaliamo prima su una stradina tra mare e ferrovia
e poi sul lungomare del paese.
Alla fine del lungomare incontriamo il porticciolo che superiamo con uno sterrato tra mare e ferrovia.
Sempre rimanendo tra mare e ferrovia arriviamo a Sangineto Lido.
Breve tratto, non molto bello, tra mare e case e poi 500 metri sulla statale. Al primo sottopasso ferroviario torniamo al mare.
Prima solita strada tra ferrovia e case
e poi uno sguardo al mare.
Finita la strada pedaliamo sullo sterrato pietroso delle barriere di protezione dal mare.
fino al ristorante che segna l’inizio dell’abitato di Cittadella del Capo.
Un breve lungomare
e poi si torna indietro per prendere il sottopasso che ci porta alla provinciale. Superata la torre del Telegrafo si apre una bella vallata.
Si scende un po’ e poi si risale dall’altra parte.
Affaciandoci da una piazzuola di sosta diamo un primo sguardo a Cetraro
che fotografiamo nuovamente dal punto in cui la provinciale confluisce nella statale 18.
Lasciamo la statale al cartello “ospedale” e, con una ripidissima discesa, raggiungiamo il lungomare.
Alla fine del lungomare, il porto,
una foto al centro storico,
e poi nuovamente lungomare.
Alla fine del lungomare rientriamo verso la ferrovia e troviamo una delle ormai solite stradine tra ferrovia lato mare e case. Queste stradine non offrono alcun panorama ma evitano di dover pedalare sulla statale con il traffico veicolare. Incontriamo il primo “mini guado”
e poi torniamo sul mare con il lungomare di Acquappesa.
Poi un po’ di stradina tra ferrovia e case e quindi il lungomare di Intavolata.
Alla fine del lungomare una ripidissima salita ci porta in alto.
Prima una foto verso nord (sopra), poi verso sud (sotto)
e cominciamo a scendere verso la marina di Guardia Piemontese
con il paese abbarbicato in alto.
Facciamo tutto il lungomare
e poi imbocchiamo uno sterrato pietroso tra mare e ferrovia.
Ogni tanto sotto la massicciata ferroviaria si aprono dei passaggi che fungono anche da scolo delle acque.
Per tornare sulla strada imbocchiamo il penultimo di questi passaggi. Sotto le foto lato mare
e lato strada.
Siamo sulla vecchia statale 18 e dopo circa 2 chilometri c’è prima la confluenza sulla nuova SS18 e subito un’uscita verso il mare. Pedaliamo su asfalto tra ferrovia e case e quando la strada svolta a sinistra sotto la ferrovia, noi proseguiamo diritti su uno sterrato sabbioso.
Dietro l’angolo troviamo un guado
che dopo una pioggia potrebbe diventare non attraversabile. Dall’altra parte solita stradina e poi il mare
e il lungomare di Fuscaldo.
Alla fine del lungomare giriamo a sinistra verso il paese e subito a destra su una strada con lavori di ripavimentazione in corso. Usciamo dal paese tra le case e riprendiamo la ss18 con una manovra teoricamente proibita (si dovrebbe girare a destra ma noi andiamo a sinistra). Due chilometri di Tirrenica e poi usciamo verso Paola e il mare.
Quasi subito inizia la ciclabile.
Poi una bella strada panoramica
ci conduce senza soluzione di continuità, a San Lucido.
Superato il porticciolo di San Lucido,
ancora un po’ di panorama
e poi dobbiamo rientrare sulla statale. Un chilometro di ss18 e si esce a Torredimezzo con una spiaggia di erba e sabbia.
Nuovo breve rientro sulla statale e poi una lottizzazione sul mare con lungomare.
Rientro sulla ss18 per un paio di chilometri e poi uscita a destra per una di quelle stradine tra ferrovia e case solo per evitare il traffico. Breve rientro sulla statale e quindi usciamo per Longobardi. Lunga stradina senza panorama, poi finalmente un breve affaccio sul mare
e, dopo il ponticello ciclopedonale,
un breve lungomare.
Si torna sulla statale per tre chilometri, poi breve uscita per Belmonte,
e quindi rientro sulla ss18 fino ad Amantea che si staglia sulla collina a sinistra.
Al primo semaforo andiamo a destra verso il sottopasso ferroviario e quindi pedaliamo sul lungomare di Amantea.
Clicca per la tappa successiva: da Amantea a Villa San Giovanni